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sabato, 29 novembre 2008
Butti le tue mani su tutti quei tasti sperando di addolcire un pò l'avorio dalla polvere che si infrange sulle corde, e poi ti ritrovi a immaginare come siano troppo nodose le tue mani per poterle lasciare scorrere su dei capelli profumati dal freddo. La vita ti ha dato un dono, e se non ci fosse Morfeo riusciresti forse a farlo diventare qualcosa che neanche le note immaginano. La musica ti ha dato un cuore, e se non esistesse lo spazio e il tempo la tua pazienza sarebbe capace di renderlo eterno, con ogni battito capace di durare istanti lunghi solo 88 tasti. Quando la rabbia sale vorresti che le tue mani fossero pietre di lava e che i tasti diventassero fuoco puro per inondare di fiamme tutte le alterazioni che il semplice cielo ti impone. Arriverà il momento in cui gli occhi diventeranno le ali di tutti quei lontani pensieri, e tra le dita sbocceranno speranze senza tempo, basterà aspettare ancora, giusto l'istante in cui le mani si staccheranno per l'ultima volta dai cerotti bianchi e neri che stanno cucendo le trincee.
Alinik
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martedì, 25 novembre 2008
Accadde che i calli si baciarono con tutti i dodici semitoni e abbracciarono i nove comma di ogni singola nota uno ad uno, non erano mai andati via, e l'avorio ballava con loro. Non era amore, non era passione, era la più semplice vita che le corde potevano dare tremando agli occhi di un fiore vanitoso.
Quando la vita sbatte con il sedere per terra capisce finalmente che è il momento di doversi rialzare, con la testa sempre più alta.

suoni, no? by ~Furibonda on deviantART
Alinik
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sabato, 22 novembre 2008
I calli non avevano mai sentito la rabbia che si nasconde dietro il fragore dei martelletti. La notarono loro stessi, mentre prendevano a calci, per sfogarsi dall'abbandono dei polsi, il bianco e il nero. Quella rabbia si insinuò nelle dita curve rendendole pesanti come quando le ginocchia gridavano tanto dopo aver urlato tanto. I pochi fili intrecciati largamente cominciavano a sentirsi soli, e dal basso della schiena iniziò a salire la rabbia bruciando tutto sul suo cammino. E allora i calli iniziarono a scappare impazziti, un pò per paura che i tremori della notte tornassero sempre più forti, un pò per terrore che la rabbia li affondasse nel buio del pianoforte. Ma loro non resistettero, la rabbia iniziò a colpire tutto con una forza capace di spezzare le corde dell'anima. I polsi crollarono, il fiato allungò il suo respiro, e i calli morirono bruciandosi come le foglie piangono verso il vento. Tutto cadde sotto il fragore della rabbia, e i calli si tirarono nel vuoto anche qualche lacrima. L'infinito della musica, che era stato reso trattabile da soli 88 tasti, divenne il panico degli occhi e la gioia dell'ira. Fu così che i polsi capirono che quando l'anima è percossa dalla furia, nonostante la sua pulsazione naturale si sia ridotta ad allontanarsi dal cuore, entra in una risonanza davvero molto pericolosa.
Le foglie piangono al vento perchè glielo impedisce la vita.

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Alinik
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venerdì, 21 novembre 2008
Mi sono ripromesso di non versare più lacrime, perchè le mie ultime stamattina hanno bagnato una lapide che non dovrebbe esistere.
La persona che sceglie di decidere qualcosa di serio per la sua vita ora tiene per mano il bambino che si innamora di tutto.
Avere vent'anni forse non significherà niente per chi non li ha, ma la pazienza che ha un ventenne forse non la trova neanche una lumaca nell'arrivare alla foglia di lattuga.
Amedeo
Alinik
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mercoledì, 19 novembre 2008
diteggiatura 4 2, armatura con 5 bemolle, dinamica pp (pianissimo)
talmente piano da farti assagiare un pò del tuo sale che esce dall'anima,
tutto sbiadisce piano, lentamente, corre, inciampa e piano piano si rialza sempre.
non riuscirò mai a spiegare la sensazione del tatto con l'avorio, forse solo i brividi di freddo possono avvicinarsi a tutto ciò, forse solo quando la tua anima, oltre alla sua pulsazione naturale, viene percossa ancora e ancora, entrando in risonanza con se stessa e con un suono che viene solo da un paio di occhi, solo uno, solo uno.
Per suonare uno strumento non ci vuole solo del talento, ma ci vuole una passione che va oltre i sorrisi, oltre le lacrime, oltre tutti i bemolle e i diesis, ci vuole un amore che superi la musica infinita di soli 88 tasti.
Alinik
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lunedì, 17 novembre 2008
a 4 giorni all'avere vent'anni,passare dal bambino che ama tutto alla persona che decida qualcosa di serio per la sua vita, è la cosa più difficile al mondo d'oggi avere vent'anni.
quanta amarezza e nostalgia possono portare una persona a ricredere di se stesso?
quanta forza ci vuole per alzarsi e andare avanti?
I wish I had an angel, for one moment of love, I wish I had your angel tonight
Alinik
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sabato, 15 novembre 2008
Le montagne circondano la mia casa, e ogni mattina basta affacciarmi dalla finestra per vederle solleticare le nuvole o tirare su il sole.
Con le ginocchia in fiamme, per trovare la Forza per camminare bastano solo un paio di occhi, così profondi da cicatrizzare ogni ferita e da riuscire a toglierti i cerotti dal cuore.
E per togliere la neve dalle trincee? Forse qualche cerotto dovrà rimanere sempre, per evitare che i tremori arrivino a distruggere le pareti delle trincee.
Alinik
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mercoledì, 12 novembre 2008
A volte non è l'apparenza ad ingannare, è il pregiudizio che si ha verso se stessi a far male gli altri.
Eppure esiste una passione così forte, più forte del Caeruleus Fremitus..più forte di un fiatone e di un cuore che batte a mille, perchè non vuoi fermarti mai, e per tua sfortuna hai ancora la forza che serve a camminare, picchiare ancora contro per non lasciarti stare, hai ancora quella forza che ti serve quando dici: "Si comincia!"
Alinik
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sabato, 08 novembre 2008
è il freddo a far male ai polsi.
Passo dopo passo cerchi di convinverti delle tue doti, ma non riesci, non fai niente affinchè esse diventino qualcosa per cui davvero le persone possano ammirarti, solo quel poco che basta a farti tremare il cuore.
Perchè se davvero volessi sfonderesti quell'avorio con molto poco, perchè puoi, perchè vuoi, ma non riesci.
Scoraggiarsi è la cosa più infima che si possa fare, perchè se prima i fili del pentagramma ti legavano i polsi e le note appesantivo i polpastrelli, hai scoperto di avere una forza così grande da poter essere tu a legare loro.
C'è una grande, enorme, immensa armonia, più infinta della musica che solo 88 martelletti possono darti, e solo ad immaginarla tremi, solo a pensarla svieni, solo a leggerla muori, solo a suonarla vivi.
C'è la grande paura e la grande gioia della sfida di te stesso, perchè ora dovrai iniziare a guardarti le spalle per benino, forse per invidia, forse per bravura, ma in un modo o nell'altro lì fuori c'è un mondo che non ama sbattere i polsi freddi come ami farlo tu.
I fiori nascono anche quando sono annaffiati dalle lacrime.

The Dirty Piano by ~FutureRain on deviantART
Alinik
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mercoledì, 05 novembre 2008
Ci sono delle foglie che aspettano la pioggia per essere colpite e poi cadere.
Altre invece nascono per proteggere le gemme che un giorno diventeranno fiori colorati per poi andare a far compagnia alle zagare bianche.
Altre foglie piangono a volte per poter dare un pò di sapore mentre cadono al loro turgore.
I rami che osano alzarsi verso il cielo vengono puniti dai fulmini, perchè per poter osare di cercare un tremore azzurro, bisogna prima sbattere l'anima per terra.
Quelle che decidono di morire per far ammirare i fiori sono le radici, lo fanno per l'ideale di bellezza e purezza dei petali, quello che facciamo un pò noi sensibili ormai: "moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè, ma di morte lenta".

Blossom Life by ~Alinik on deviantART
Alinik
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