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mercoledì, 29 ottobre 2008
chi vi scrive è un solo ex futuro ingegnere e anche ex studente della facoltà di Ingegneria Elettronica presso l'Università della Calabria
perchè se ora dovrà postare qualcosa i suoi post forse saranno quelli che vorrebbe scrivere qui
perchè a causa della sua ignoranza vuole lottare per sconfiggere l'ignoranza nel mondo
perchè ha un sogno e vuole lottare per realizzarlo
perchè è convinto che se le pietre fossero denaro, non ci sarebbero più le montagne.
Alinik
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domenica, 26 ottobre 2008
Sul piano del piano bar
ci son troppe poche mance
e, allora, va avanti a suonare
un pezzo buono per la pancia
ha, nanananana le dita gialle fra il bianco e il nero
e, nanananana forse un pò si diverte sul giro in sol
balla la ballerina del carillon
Alinik
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[@] 19:10
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martedì, 21 ottobre 2008
respiro,
e vorrei che l'aria nel polmoni stagnasse
non vorrei buttare via niente
tenermi tutto perchè ho già perso troppo.
e non riesco a buttare via una maledizione che porterò con me per sempre
ad un solo mese da un triste anniversario che mi fa ancora tremare le mani sull'avorio
vorrei solo respirare
nonostante dia ossigeno ad una maledizione che stagna nel mio cuore.
Alinik
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sabato, 18 ottobre 2008
Fu mentre scivolava lungo i riccioli di un trillo che una piuma si posò sui tasti.
Sembrava l'inizio di una sfida, dimostare che tutta la forza dei sussulti delle nuvole poteva riuscire a non farla muovere, o a farla tremare quel poco da poter solleticare l'avorio quel tanto che basta per arrivare lassù.
Ma capì, forse tradendo se stesso, che per vincere la sfida doveva rinunciare a qualcosa che lo aveva condannato da sempre e mettere per un pò da parte una specie di orgoglio nato dall'umiltà, tirando fuori gli artigli che a sua insaputa aveva affilato sull'avorio.
Alinik
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mercoledì, 15 ottobre 2008
Quando muore la semplicità nasce un sentimento che non ha nome
che si addormenta e sogna delle guance con un forte peso nell'addome
e salta e corre per quel viso amandolo solo con un piccolo gesto,
si innamora di un paio di occhi dopo aver iniziato con un cielo come questo.

Where is the Blue? by ~Alinik on deviantART
Alinik
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lunedì, 13 ottobre 2008
Per conoscere la leggerezza e la carezza del vento
le dita devono prima graffiarsi sui rami e la corteccia degli alberi
e diventare forti sotto il peso di una saggezza che piega i rami.

The Wise Snow by ~Alinik on deviantART
Alinik
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lunedì, 06 ottobre 2008
Erano forse abbracci profumati, quelle danze di capelli che lasciavano dietro di loro l'anima di un profumo biondo e riccio, o scuro e liscio. Occhi che si nascondevano da una bellissima e semplicissima nostalgia, una profumata malinconia per far innamorare della semplicità di un trillo eterno, che non abitava solo il cielo, ma anche gli occhi e l'anima delle persone, nonostante si abbia dimenticato la sua nascita nel profumo dell'anima.
Se l'anima del cielo era così grande, allora anche l'anima delle persone doveva avere una profondità irradiante come quei piccoli puntini luminosi appesi la notte su un foglio nero come i sogni che dormono tra le lenzuola.
L'amore a volte è come un gioco, come un gatto che si nasconde in qualche cassetto alla ricerca del suo gomitolo, con delle semplici coccole su una guancia profumata di baci, come un mare di vento e un vento di mare.
I paesaggi emozionanti a volte ti scompongono l'anima e ti creano uno stato di emergenza, da cui forse solo un compagno di un fremito può salvare.
E' bello essere, è bello apparire, è bello lottare per apparire come si è, leggeri come le foglie quando scappano via insieme al vento in cerca del bacio della terra, o di un sussurro più forte del loro turgore giallo.
Alinik
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venerdì, 03 ottobre 2008
una mano bastò a togliere la neve dalle trincee del cuore
una mano servì a sciogliere i lacci che tenevano fermi i brividi
una mano potè uccidere e resuscitare?
una mano uccise e resuscitò gli occhi di un cuore troppo grande per questo mondo.
Alinik
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giovedì, 02 ottobre 2008
Poco tempo passò da quel tremore celeste che una nuova ricerca mosse gli occhi del cuore e dell'anima. Insaziato e assetato di brividi, piccoli attacchi di panico la notte facevano tremare le bianche lenzuola, ricordandogli quanto fosse stata forte la manifestazione di quel piccolo sussulto che perdura nell'eterno. E nella luce, quando cercava ancora con il naso verso il blu infinito che qualcosa potesse ripetersi, notò con un nuovo stupore un fenomeno frequente come il cambio di abito degli alberi. Una piccola nuvola, quasi a richiamare la dolcezza di un ciuffo di panna su un dolce, tremava piano piano coprendo il sole. La luce incendiò i contorni del piccolo ciuffo di panna, rendendolo vivo e giallo come un leggero pulcino che pigola di felicità. E fu in quel momento che qualcosa avvenne. I raggi del sole, come il dito di un bambino goloso, trapassarono la nuvola e si schiantarono al suolo. Poi il sole affondò tutte le dita nella bianca nube, e cominciò a suonare leggermente con il vento accanto. In punta di piedi qualche foglia iniziò a intonare come minuscoli flauti fruscii di diverse tonalità, e il sole da gran maestro d'orchestra dirigeva affondando i raggi nei suoi soffici ciuffi di tasti. Con tanti tremori la nube spaventata dal suo direttore svanì piano piano, e la melodia del vento tornò a coprire l'armonia che il maestro aveva da poco finito di intonare. Con le orecchie e il naso puntati verso l'alto, provò ad immaginare come con solo un paio di dieci dita e 88 tasti neri e bianchi potesse arrivare un giorno a suonare su un ciuffo bianco, con il vento nell'orchestra delle corde percosse dall'anima, e permettersi di sfidare la divina arroganza e altezza dell' "In Caelo Esse".
Alinik
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[@] 20:54
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