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lunedì, 29 settembre 2008
Non capì in quale istante accadde, perchè gli parve fosse durato un'eternità, come se durasse da sempre. Non riusciva a muovere nessun muscolo del corpo, aveva gli occhi fissi rivolti verso il volto del cielo, con uno stupore che neanche un bambino quando vede per la prima volta i fuochi d'artificio potrebbe spiegare. E come un sussurro, un bisbiglio detto nelle orecchie tra due innamorati, piano piano iniziò a sentirlo. Era un piccolo brivido, che faceva tremare il cielo ma così lentamente che forse pensò che era proprio a causa di quello che le nuvole si muovevano piano piano. Era un piccolo brivido che saliva lungo tutta la schiena del cielo, e faceva risuonare, faceva vibrare, emozionare, piangere, gridare, gioire la corda della sua anima. La sua anima sbatteva come un tamburo percosso, si elevava ad una nota mai immaginata, mai ascoltata, una nota che percorreva e percuoteva da sempre l'anima del cielo. Gli sembrava di cadere in un luogo senza tempo e senza fondo, di essere lanciato a chilometri di distanza da dove si trovasse veramente. E quell'istante non passò mai. Forse era come nascere, o morire, ma si muore e si rinasce in ogni istante in tutte le piccole cose, in tutti quei piccoli brividi, in tutto quel grande cielo che tremava al suono della sua anima. Poi il fremito divenne più vicino, più chiaro, e invase tutto il corpo e il cuore. Era come suonare con più di due mani, era come se si percuotesse una corda più volte in diversi punti per farne nascere un suono incredibile, come se si suonasse un pianoforte premendo tutti i tasti al momento giusto per far arrivare il suono al cielo e chiedergli se poteva almeno avere l'onore di poter alzare i suoi occhi al firmamento. La sua anima respirava con quelle piccole note, con quei piccoli fremiti arrivati dall'eternità. Fu così che un fremito ceruleo lo invase come una scossa elettrica, lo riempì di un'emozione che non esiste, una passione che brucia l'anima, che bloccava tutti i nervi e allo stesso tempo li faceva esplodere. Fu così che il Caerules Fremitus invase la sua anima e la cambiò per sempre.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (2)
[@] 12:43
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venerdì, 26 settembre 2008
La tranquillità sedeva in quei calli di un paio di mani appena calde dall'ultima esibizione. Sembravano esser scivolati via sull'avorio con tanta leggerezza da solleticarlo, e invece non avevano mai sbattuto così forte l'anima su di essi. Ma ora erano tranquilli, perchè avevano fatto il loro dovere, certo ancora gemevano un pò, ma sapevano di non aver altro da martellare o solleticare per quella sera. I calli di altre mani sbattevano tra di loro per complimentarsi dell'esibizione appena finita, e si sentivano in lontananza come se stessero chiedendo cosa poter fare per avere un'altra esibizione. L'orologio, tolto prima dell'esibizione per lasciare al polso più libertà, torno a contare i battiti con le lancette sottili, e nonostante ancora gli applausi il ticchettio era abbastanza forte nell'aria. I calli vollero ringraziare sull'altro polso chi era accanto a loro nell'esibizione grazie a dei fili colorati e intrecciati largamente, sempre per non impedire che loro stessi si muovessero con un pò di più di difficoltà del solito. Arrivò il momento delle ginocchia di farsi una passeggiata, e allora i capelli godettero di esser innaffiati di vento dopo esser stati soffocati dalla pesante nebbia di fumo che chiudeva il locale. Nelle orecchie il vento raffreddava i lobi dopo l'emozioni e la timidezza, le guance ormai si erano calmate e il naso non prudeva più. Dopo qualche metro, le ginocchia decisero di nuovo di piegarsi, lasciando cadere tutta la schiena su un piccolo muretto. Il naso era puntato tutto verso le nuvole, i calli delle mani si erano abbracciati nei capelli, e anche le ginocchia vollero vedere qualche stella. Nelle orecchie il vento sussurrava un pò di freddo, ma non era un freddo vero quello. Gli occhi vedevano poche nuvole e molte stelle, sentirono di nuovo le guance avere un pò di caldo, e allora decisero di rinfrescarle lanciandogli un pò di lacrime. Mentre sulla pelle quei pochi fili intrecciati largamente sembravo stringersi un pò di più per abbracciare tutto il corpo e tenerlo al caldo.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (1)
[@] 22:51
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giovedì, 25 settembre 2008
Sarebbe bello provare a stare sopra le nuvole e l'etereo
di sicuro lì il cielo sarebbe sempre ceruleo.
La pazienza delle note fa sempre capire
se una sola nota può appassionare o maledire.
Ma tanto "non ci avranno finchè questo cuore non creperà
di ruggine, di botte o di età".
Alinik
D A E M O N S --> commenti (4)
[@] 19:26
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martedì, 23 settembre 2008
Quest
e anche
ti volev
che era qui in fondo
E' per te che lo sai
di chi sto parla
e ti piace
e poi te ne scord
Quest
ti puoi spegn
avuto
è per te quest
golos
mondo
Quest
dire quell
mentr
Perch
viva viva cosi come sei
quant
e non la chied
perch
viva viva per quell
sempr
sempr
Quest
che sai sempr
e io invec
te la devo scriv
grazi
Alinik
D A E M O N S --> commenti (2)
[@] 18:52
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domenica, 21 settembre 2008
Io Voglio Passare Ad Un Livello Successivo, Voglio Dare Vita A Ciò Che Scrivo. Sono Paranoico Ed Ossessivo, Fino All'Abiura Di Me.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (3)
[@] 17:45
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mercoledì, 17 settembre 2008
Il mezzodemone sbadiglia dalla noia
perchè scopre cose che sapeva già.
Ormai non ho più sogni per cui lottare,
non perchè li abbia persi per sempre,
ma perchè se un giorno uno di essi si realizzasse
dopo non avrei molte altre cause per lottare.
E allora ora lotto per la speranza che il sogno si realizzi
anche aspettando di vedere da lontano un raggio di luce dove il buio c'è sempre stato.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (1)
[@] 01:36
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domenica, 14 settembre 2008
Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità.
Bertolt Brecht: Vita di Galileo
Alinik
D A E M O N S --> commenti (3)
[@] 17:01
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domenica, 07 settembre 2008
Accadde in un pomeriggio di fine estate
dopo l'ennesima constatazione che forse la mia filosofia sull'amicizia non avrebbe aiutato a migliorare qualcosa.
E allora cominciai a vedere la vita da ventenne, anche se ancora mancano un paio di mesi per esserlo effettivamente.
Le ali si chiudevano e la pazienza si sostituiva solo a commiserazione.
Destino o coincidenza? di sicuro sarà un qualcosa che il tempo non farà passare mai.
Aveva ragione il mio caro nonno, non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (2)
[@] 22:28
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mercoledì, 03 settembre 2008
sarebbe bello andare a dormire la sera con il cielo nuvoloso per poi affacciarsi dalla finestra la mattina e vedere che il sole non è più coperto da nulla se non da un piccolo mare blu di cui non si vedere la fine.
sarebbe bello vedere come il tempo piano piano spossa quelle nuvole, anche se il tempo a volte guarisce troppo le ferite.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (1)
[@] 17:01
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