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martedì, 31 luglio 2007
Questa sarà un'estate un pò diversa, tra qualche malinconico saluto, tra libri e ancora libri, tra spartiti, tra mare, tra pochi amici ma veri amici, tra tutto e niente.
Un' estate che servirà a far rinascere Wolfgangus Theophilus Alinik, il MezzoDemone Urlatore di Note, dalle sue numerose cadute, ma dalle quali si è sempre rialzato a testa alta, anche se forse con le lacrime agli occhi.
"Certe volte i "grazie" o gli "scusa" in questi momenti non servono a niente."
"Oppure sono troppo pochi..."
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Buone Vacanze
Alinik
D A E M O N S --> commenti (23)
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lunedì, 23 luglio 2007
Se può interessarvi:

Alinik
D A E M O N S --> commenti (4)
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mercoledì, 18 luglio 2007
Exiled By Soul
Exiled By Tears
Arrows In The Breast And In The Heart
Tears In The Wings
Soul In The Tears
Exiled By Soul
Exiled By Tears
Alinik
D A E M O N S --> commenti (5)
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sabato, 14 luglio 2007
90 The Fear
Alinik
D A E M O N S --> commenti (5)
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giovedì, 12 luglio 2007
Se volete tanto sapere ciò che ho voluto veramente "urlare al mondo" durante il mio esame orale, eccovi accontentati..!
Nella speranza che almeno voi possiate raccogliere le urla che spiegano come si giustificano le mie azioni e su cosa si basa la mia esistenza, vi auguro una buona lettura
Il Tribunale del Bene
Esiste a Gerusalemme un luogo chiamato Giardino dei giusti, dove ogni albero piantato ricorda un uomo che durante la Shoah ha salvato almeno un ebreo dalla persecuzione nazista. A idearlo è stato Moshe Bejski, che ha saputo trasformare il suo destino personale in un esempio universale. Perseguitato dai nazisti durante l'invasione della Polonia, è scampato alla deportazione grazie all'intervento di Oskar Schindler. Dopo il conflitto mondiale Bejski ha pagato il debito di gratitudine verso il suo salvatore conducendo una campagna controcorrente affinché Schindler venisse onorato, al pari di molti altri "gentili" che aiutarono gli ebrei. Nella sua battaglia in favore di tutti i giusti - per quanto imperfetti e contradditori - che rischiavano di essere dimenticati, Bejski ha dovuto affrontare una dura opposizione ideologica. Ma alla fine è riuscito a far riconoscere il valore straordinario della "memoria del bene", a mostrare le possibilità di rigenerazione morale anche nei momenti estremi, a restituire alle vittime la speranza e la forza di ricominciare. Il suo impegno rappresenta una importante eredità etica per le nuove generazioni, affinché il male possa essere combattuto ogni volta che si ripropone nella storia.
Il ruolo di Moshe Bejski nell’attività della Commissione dei Giusti è stato decisivo. Egli voleva attribuire il titolo di Giusto a tutti coloro che avevano espresso l’intenzione di andare in soccorso a un ebreo perseguitato, anche se non erano riusciti a salvarlo o lo avevano fatto senza correre il rischio della vita. Il gran numero di casi segnalati a Yad Vashem dimostrava che vi era stato un reale coinvolgimento di molte persone nel tentativo di strappare gli ebrei allo sterminio. Far conoscere le loro storie significava sfatare il mito che l’opposizione al nazismo fosse quasi impossibile. Molte volte sarebbe bastato un piccolo intervento per impedire una grande tragedia. Ecco perché è importante valorizzare e rendere pubblico ogni gesto di opposizione che si è manifestato a favore degli ebrei nell’Europa occupata dai nazisti.
Proprio per questo, Moshe Bejski si arrabbiava tanto quando coloro che avevano salvato un ebreo o che conoscevano la storia di un Giusto esitavano ad avvisare la commissione di Yad Vashem. Come è riportato nel libro “Il Tribunale del Bene” di Gabriele Nissim:
«Ogni volta che ho chiesto ai "ritardatari" come mai avevano aspettato tanto prima di rendere omaggio ai loro salvatori, non ho ricevuto nessuna risposta soddisfacente. Per me era molto triste.»
Prese atto di una strana simmetria nel sentire di molti scampati all'Olocausto: la memoria del male per alcuni era più forte della memoria del bene. Chi è stato traumatizzato, ferito, umiliato sente che il mondo gli deve qualche cosa, si aspetta una compensazione, si considera in credito, può perfino approfittare della sua condizione di vittima per pretendere di più. Chi invece è stato salvato qualche volta pensa che sia normale ricevere aiuto e perciò se ne dimentica mettendolo nel mucchio degli eventi non memorabili; quando se ne ricorda intuisce che la memoria del bene lo renderebbe debitore e allora si ammala di amnesia, cancellando il dovere di responsabilità verso il proprio salvatore.
“I Giusti tra le nazioni” sono fino ad oggi ben 15.000 persone, ed è un titolo che rappresenta l’onorificenza morale più alta che gli ebrei, attraverso lo stato di Israele, assegnano ai non ebrei. Così, accanto al monumento, situato nel grande centro di Yad Vashem a Gerusalemme, che ricorda le vittime ebraiche della barbarie nazista, ne è sorto un altro molto particolare: è la Foresta dei Giusti, in cui per ogni uomo che si è opposto alla Shoah è stato piantato un albero in onore della sua opera di bene.
Non si può dare una definizione unica dei Giusti. Essi hanno in comune la capacità di agire secondo coscienza, di reagire di fronte al Male, di assumersi una responsabilità personale. L'esperienza dei regimi totalitari del Novecento ha dimostrato com'è facile inaridire ogni forma di pietà e di solidarietà: i carnefici nazisti, comunisti, hanno infatti agito indisturbati. I Giusti hanno la forza di interrogare la propria coscienza contro il conformismo e l'indifferenza.
Le stesse vittime, a volte, trovano la forza di reagire ai carnefici e riescono a difendere la propria dignità o cercano di aiutare altri perseguitati. L'importanza dei Giusti riguarda anche la memoria del passato e la difesa della verità.I Giusti sono la nostra coscienza e tolgono ogni alibi agli spettatori inerti, e ci dimostrano che si può sempre scegliere, anche nelle situazioni estreme, e si può sempre dire un sì o un no.
Il percorso della disumanizzazione delle vittime ebree è stato ben descritto da Hannah Arendt. Prima gli ebrei sono stati messi fuori dalla protezione delle leggi, in modo che, privati di un’appartenenza comunitaria e statuale, tutto potesse diventare lecito nei loro confronti; poi, con il terrore e la prospettiva certa della morte,è stato innescato un terribile di meccanismo di concorrenza tra le vittime per la sopravvivenza, che ha ucciso la loro personalità morale. Infine è stata distrutta la loro individualità, rendendoli una massa amorfa, facendoli vivere come animali.
Nei gulag sovietici non solo si assisteva alla morte di centinaia di migliaia di uomini, ma alle vittime era tolto anche il diritto del ricordo e della memoria. Lo stato sovietico rendeva infatti anonima la morte ed impediva così che le famiglie potessero onorare in qualche modo i loro cari. Come ha osservato la Arendt, il mondo occidentale, anche nei periodi più tenebrosi, aveva fino ad allora concesso al nemico ucciso il diritto al ricordo come evidente riconoscimento della propria identità di essere umano, mentre nei lager e nei gulag veniva sottratta all’individuo anche la morte, dimostrando che a partire da quel momento niente più gli apparteneva ed egli non apparteneva più a nessuno. La sua morte non faceva che confermare il fatto che egli non era mai esistito.
Alinik
D A E M O N S --> commenti (6)
[@] 20:07
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giovedì, 05 luglio 2007
è finita.
Non potevo esultare subito egoisticamente, ho dovuto aspettare che tutti noi avessimo finito.
è finita.
è inutile cercare parole per esprimere un qualcosa che davvero dovrebbe avere un significato solenne.
è anche inutile dire che tutto ciò mi mancherà da morire, perchè mi mancherà davvero.
Dico solo grazie.
Grazie a coloro che mi hanno aiutato, a coloro che io ho aiutato.
Grazie a coloro che ho conosciuto e che ora sono miei amici, a coloro che ho conosciuto poco e a chi non ho mai conosciuto.
Grazie alle lacrime, alle risate, agli abbracci, agli scherzi, alle strette di mano, agli sguardi fugaci e timidi.
Grazie a tutto e a tutti, a niente e al nulla, grazie.
Cinque anni, un lustro, 1825 giorni: i giorni, i pomeriggi, le mattine, le amicizie e gli amori più belli della mia vita.
Se mai un giorno dimenticherò ciò, perdonatemi, ma spero sarà solo a causa della mia vecchiaia.

Alinik
D A E M O N S --> commenti (10)
[@] 21:26
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martedì, 03 luglio 2007
Ho trovato note che riempiono di una strana forza la cassa armonica di quel legno nero lucido.
Note che lentamente hanno una forza da intimorire un pò le mie dita, riuscendole a suonare solo sofficemente, cercando in rima qualche armonia lunga e mite.

Alinik
D A E M O N S --> commenti (1)
[@] 21:33
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domenica, 01 luglio 2007
C'è una sola cosa che deve fare un uomo prima che possa chiedere aiuto ai suoi amici
Prima che possa aggrapparsi a loro e chiedere di aiutarlo a rialzarsi
Cadere
Cadere completamente

Alinik
D A E M O N S --> commenti (3)
[@] 21:23
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